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Ruberai aghi di luce
strumentale
Sei nata
Tu via tracciata con il tuo sguardo ozioso,
perchè affannoso fuggissi a perdifiato,
perchè sei nata
tra i campi addossati
alla mia strada,
alla mia gola alida...
e sorridevi
al riso mio smagrito
e il tuo pensiero
crespava ventagli d’onde.
Perchè sei nata
tra i bianchi muri a secco
e sulla strada
di una campagna arida...
Larva
Ho nel cuore una larva che m’asserva
nel silenzio ha un pronto complice
del piacere il suo siero lei mi inietta
non ho pace nè ho difese.
L‘aria più brillante
Cancellavo intorno a me l’aria più brillante
nelle frasi in circolo
fiumi di perché.
L’anima infranta:
“Lasciami libera, straziata e livida
Lasciami libera di essere suicida.”
Riversavo intorno a me
spasmi trepidanti
Vacillava la mente nell’oscurità
e in terra svaniva
“Lasciami libera come i granelli di sabbia
nel cielo in vortice,
per straziarmi livida più del vento marcio in città
che perfora le mie idee.”
L’anima svanita:
“Lasciami libera come i granelli di sabbia
nel cielo in vortice,
per straziarmi livida più del vento marcio in città
che perfora le mie idee.
Presto lasciami libera via il mio nero senso tattile
che avvampava il dolore
di non essere suicida,
Interdetta l’anima che ha
troppe sacche di viltà o amore”.
I miei occhi in fumo
Il disagio e gli occhi di lei,
quei pensieri che stridono...
non ho forza di esser me.
Treman voce, mani e il fumo,
sangue impoeta gli occhi miei...
non ho voglia di essere me.
Precipite
Precipite nel suo viso
ambrato da vibranti soffi e candele,
non vado oltre il senso
che ai gesti dà
il silenzio d’Elena.
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