
INTERVISTE
IL MARE CI SALIRA' NEGLI OCCHI "Il mare ci salirà negli occhi" conferma pienamente le potenzialità esibite in passato, offrendo sonorità eteree e dilatate dove malinconia e creatività si tengono per mano: sfruttando testi oscuri e suoni plumbei, il gruppo lombardo ha cesellato dieci tracce di elevate fattura tra fascinazioni post (la splendida "Fili rossi") e divagazioni alternative (Solo come addio). Un lavoro di grande impatto evocativo ed emozionale, un viaggio tra gli anfratti dell'animo umano dove ogni brano rappresenta una tappa differente. ROCKERILLA Queste 10 canzoni che si situano a metà strada tra la canzone d'autore e il noise più morbido e sofisticato, si concedono, in alcuni episodi, splendide divagazioni strumentali senza mai risultare ridondanti. […] Un disco bellissimo che non verrà facilmente dimenticato da chi avrà la fortuna di conoscerlo. MUSICAOLTRANZA In questo primo full lenght dal titolo ansiogeno dimostrano di essere artisti rifinitori, di quelli che possiedono l’arte antica dell’insoddisfazione, maturata durante notti affannose in sala di registrazione. Il resto dell'album è un'ulteriore dimostrazione che i Miavagadilania hanno il potere di saper concepire musica dura che arriva a destinazione senza dover strillare o scuotere la testa.[…]un album che và ascoltato e riascoltato perché ogni volta regala sfumature differenti. LOUDVISION La voce di Claudio Papa autentico valore aggiunto, così come i testi non facilissimi se rapportati alle porcate imperanti. Last but not least (se non lo si era ancora capito): assoluta assenza di ammiccamenti fighettini pipparoli tipici di tante band, cosìdette, portavoci dei gggiovani italiani. BEATBOPALULA "Il mare ci salirà agli occhi" è senz'ombra di dubbio un esordio interessante che cresce con il tempo e rivela le proprie qualità gradualmente, ascolto dopo ascolto. Di conseguenza date tempo ai Miavagadilania perché sapranno stupirvi. GROOVEBOX I ritmi ipnotici e vagamente onirici del terzetto milanese, arricchiti da testi che tra il lirico e il criptico, creano un album decisamente evocativo. MEGAMODO […]un album d'esordio ricco di talento. LA VOCE DI MANTOVA Dopo essere rimasto abbagliato per mesi davanti agli splendidi video dei Sigur Rós o dopo aver ascoltato infinite volte le canzoni più belle dei Mogwai essere arrivato a questa realtà mi sembra un grande e gioioso miracolo. ARISTOCRAZIA WEBZINE è un lavoro poliedrico, grezzo, senz'altro molto difficile da definire. Una band sicuramente molto promettente, ma “Il mare ci salirà agli occhi” non è un disco di facile ascolto, forse un lavoro un po’ troppo di nicchia. Sicuramente preso singolarmente ogni brano è semplicemente stupendo, poiché, carico di emotività, è capace di parlare all’animo dell’ascoltatore. SALTINARIA Il Mare Ci Salirà Negli Occhi è un vascello che ondeggia, che fende con soniche chitarre l'oscurità, senza rotta precisa, perso com'è nei confini indefiniti di un sogno. MAICASAJUSTA Testi in italiano che sono tagliaecuci su cadenze quasi prog (Scintille) nobilitati da uno stile vocale che potrebbe ricordare il Manuel Agnelli più etereo. SENTIREASCOLTARE Sulla scia di chi, come i Marlene Kuntz, ha fatto del noise uno stile di vita per poi smussarlo e modellarlo sulle liriche sempre più centrali e poetiche, i Miavagadilania seguono questa rotta puntando l’intero lavoro su melodie scarne e underground che pongono la base per testi che sono quasi fotogrammi, che catturano sensazioni e rievocano immagini sfuocate, visioni, istantanee. ONDALTERNATIVA Un buon lavoro per questa band milanese, che se saprà migliorarsi, potrà avere in un futuro non troppo lontano un buon successo. IL MANIFESTO Un mondo non facile, ma che sicuramente vi colpirà. LOSTHIGHWAYS Poi Fili Rossi, brano tra i migliori dell’album nonché manifesto, a mio avviso, del sound dei Miavagadilania, con una lunghissima seconda parte tutta strumentale e con cori riverberatissimi che colorano e arricchiscono quello che ha tutto il sapore d’essere un vero viaggio interiore. ROCKSHOCK
SEI NATA EP Chi ben comincia è a metà dell’opera. Al resto nei Miavagadilania pensano i suoni, scoperti in positivo nella compilation Canebagnato e ora compiuti con sofferti testi marleniani - la titletrack -, tensioni mai esplose (Larva), costruzioni non pretestuose ed esercizi di stile. E’ “Nuovo!Rock!Italiano”. BLOWUP L’intero ep è un percorso introspettivo dalle parole ricercate e le frasi enigmatiche. Aiuta più l’istinto che la testa ad apprezzare i testi un po’ ermetici e un po’ decadenti, sono poesie messe in musica. Alla Manuel Agnelli. ROCKIT Non nascondiamo uno stupore sincero di fronte alla qualità nell’esecuzione dell’intero ep. C’è molta voglia d’espressione nelle corde dei Miavagadilania, ma dobbiamo dirlo, pare ben supportata dalla robusta proposta musicale. IL CIBICIDA Un esperimento, un’alchimia. Un laboratorio pieno di ampolle ed alambicchi. Fumo e vapori. Dove pensieri e sogni s’avvinghiano e sfigurano immagini e illusioni. Dove lo strappo tra reale e immaginifico è dolce e ogni lamento di suono ed ogni goccia di parole è suadente. ROCKSHOCK Il rock dei Miavagadilania è struggimento di diversità e inadeguatezza all’amare. Come una medusa la loro musica è osmosi fluttuante, dove suoni si fanno liquidi seguendo un cantato ai limiti del reading. L’ep Sei nata è per leccarsi ferite, per asciugarsi lacrime nella fine di un giorno. Ai Miavagadilania una sola parola: crederci. LOSTHIGHWAYS Nessuno schema realmente seguito, la famosa “rottura della forma canzone” è in continua evoluzione e i Miavagadilania non hanno alcuna intenzione di ritrovarli questi schemi (come è giusto che sia). Gli strumenti e le parole sono al servizio dell’espressione artistica e della voglia di tirar fuori sempre qualcosa di nuovo. SOUND36
CANEBAGNATO MUSIC 06/07 Ruberai aghi di luce: neologi lussuosi a scavare l'italiano sopra un noir rock sonico proto-Afterhours. BLOW UP Impeccabile anche l’ottima e strumentale “Ruberai Aghi di Luce” dei milanesi Miavagadilania. GUFETTO.IT I Miavagadilania si presentano con un brano strumentale molto coinvolgente e devo dire che sono per me una sorpresa molto positiva. Il brano è una tipica ballata indie-rock sospesa tra elettrico e acustico ma che riporta alla mente sonorità tipicamente seventies. MUSICUNDERGROUND
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